Passa ai contenuti principali

"Ritratto di signora" (38)

 

Buon pomeriggio,
oggi la parola va a Federica .
Potete leggere questo articolo anche sui blog: Miki in the PinklandStasera cucino io, Books Land e Un libro per amico.

L'idea per questo ritratto mi è venuta addosso di colpo.
Leggevo un articolo sui testimoni di giustizia e mi sono ricordata di un servizio visto tempo fa al telegiornale in cui si parlava di una ragazza, trasferitasi in Sicilia per amore di un ragazzo, che avrebbe scoperto poi essere parte di una famiglia mafiosa.
Inutile dirlo, ma la storia non è finita bene.
Non ricordo i particolari, non ricordo nemmeno il nome della ragazza, mi spiace, ricordo solo dettagli meno importanti, perché spesso sono distratta da futilità e perdo poi quello che è il cuore delle storie.
Ma alla fine devo aver interiorizzato quella storia più di quanto non credessi, se quando mi sono chiesta di chi parlare per il mio post, il pensiero è andato lì.
Purtroppo il nostro paese è pieno di episodi simili.


Nel 2002, Lea Garofalo dopo aver testimoniato contro l'ex compagno e la sua famiglia, viene inserita nel programma di protezione testimoni , ma in seguito ne fu estromessa perché il suo apporto venne giudicato "non significativo". Nel dicembre del 2007 - dopo una pronuncia del Consiglio di Stato - venne riammessa al programma, ma nell'aprile del 2009, pochi mesi prima della sua scomparsa, decise all'improvviso di rinunciare volontariamente a ogni tutela e di tornare a Petilia Policastro, per poi trasferirsi a Campobasso in una casa trovata proprio dall'ex compagno Carlo Cosco. In seguito, con un sotterfugio, l'ex marito cercò di farla rapire da un suo complice, ma la donna riuscì a sfuggire all'agguato, grazie al tempestivo intervento della figlia Denise, e informò i carabinieri dell'accaduto ipotizzando il coinvolgimento dell'ex compagno. Lea Garofalo conosceva, infatti, molti segreti della faida fra le famiglie Garofalo e Mirabelli di Petilia Policastro.
Alla fine, nel novembre dello stesso anno, Lea venne rapita, torturata e infine uccisa e il suo cadavere occultato in un terreno nella frazione di San Fruttuoso (Monza).
Lo scorso dicembre la cassazione ha confermato 4 ergastoli e una pena di 25 anni ai cinque uomini colpevoli della sua morte.


Maria Concetta Cacciola proviene da una famiglia imparentata con la cosca dei Bellocco.  A sedici anni si sposa e diventa mamma di tre figli.
Quando però il peso di quella vita diventa insopportabile, comincia a fare rivelazioni che la portano presto ad allontanarsi dalla sua famiglia per entrare in un programma di protezione.
E da quel momento è come se rinascesse, si allontana dalla mentalità ristretta dove era sempre vissuta, comincia a fare cose che per noi sono normali, esce, conosce persone e abitudini differenti, si innamora persino, ma la sua famiglia fa di tutto per farla tornare indietro, cercando di minare la sua fiducia nella magistratura e facendo leva sulla nostalgia di casa.
Alla fine Maria Concetta capisce di essere in trappola e nell’agosto 2011, dopo essere stata dal parrucchiere, scende in cantina e si uccide, bevendo acido muriatico. Ma in pochi, tranne la madre, il padre e il fratello che fanno ricadere la colpa sulla magistratura, credono senza riserve a una sequenza in cui una donna prima si fa bella per poi porre fine alla propria vita.
Dopo lunghe indagini il quadro che emerge è ben diverso dal suicidio.
Per impedire la collaborazione con la giustizia di Maria Concetta Cacciola si era mossa una squadra criminale. Uomini al servizio dei clan della 'Ndrangheta che avevano l'obiettivo di impedire che la donna continuasse a parlare ai magistrati, svelando i segreti dei boss e che non volevano che la donna diventasse un esempio da seguire.
Concluse le indagini, i carabinieri arrestano cinque persone: il padre, la madre e il fratello della vittima, e poi due avvocati penalisti molto noti nella piana di Gioia Tauro.
Per i familiari l'accusa è di concorso in violenza privata, concorso in violenza o minaccia per costringere a commettere un reato e concorso in favoreggiamento personale, tutti aggravati dall’aver favorito la 'Ndrangheta. Per gli avvocati le accuse sono pesanti: avrebbero indotto la donna a ritrattare le dichiarazioni che aveva fatto ai magistrati.


Giuseppina Pesce, nel 2011, aveva deciso di ribellarsi alle regole mafiose della famiglia, cominciando a collaborare con la magistratura.
Una donna di ‘Ndrangheta che si pente è una macchia che soltanto un familiare può “lavare”, con il sangue naturalmente. La protezione dello Stato le ha salvato la vita per due volte e le ha aperto le porte di una normale quotidianità.
Nell'aprile del 2011 interrompe però la collaborazione e sembra rientrare nelle grazie della famiglia, ma solo apparentemente, perché in realtà questo cambio di rotta è dovuto a pressioni, ricatti, offerte di danaro e soprattutto violenze sui tre figli minori, i quali non potevano parlare con la mamma, non avevano abiti e cibo al contagocce e in più erano soggetti a pressioni psicologiche che servivano per farli credere che la colpa di quella condizione di sofferenza fosse della madre, così indegna e cattiva. Per la privazione di cibo la piccola di 5 anni perde presto molto peso e subisce un calo del ferro tale da provocarle forti crampi alle gambe e insonnia, mentre il maschietto di 9 anni subisce percosse dal nonno e da estranei sotto lo sguardo dello zio. La ragazza più grande, infine, costretta a scrivere sotto dettatura una missiva alla madre, mentre si trovava in una località protetta della provincia di Roma, stigmatizza il suo comportamento e la ripresa della collaborazione con la giustizia.
Giuseppina ritorna a pentirsi nell’agosto dello stesso anno e scatena un terremoto giudiziario.
Lo scorso Ottobre si sono conclusi i processi.
Il marito Rocco Palaia, il suocero Gaetano, la cognata Angela e il marito di quest’ultima Angelo Ietto, i cognati Gianluca e Giovanni Palaia, la madre Angela Ferraro e la sorella Marina Pesce sono finiti in carcere il 4 ottobre del 2011 per associazione mafiosa, anche grazie alle rivelazioni di Giuseppina. La fine per lei di un calvario e l'inizio di una nuova vita.
Leggere le loro storie mi fa pensare ad un'Italia lontana, ad un modo di vivere vecchio che sembra superato, ma che in realtà è tutto fuorché passato.
Sono tantissime le storie di donne coraggiose che hanno dovuto affrontare prove difficili come queste.
Moltissime quelle che sono morte per poter cambiare le loro vite e quelle dei loro figli.
Fa riflettere la quantità di coraggio necessaria per fare scelte del genere quando a volte sembra impossibile fare anche solo un piccolo cambiamento nella nostra vita.

Al prossimo mese,
Monica, Miki, Fede, Franci e Daniela

Commenti

Post popolari in questo blog

14 Dicembre Natale con Franci: "Giveaway"!!!!!

Buongiorno lettori, oggi vi voglio allietare con un nuovo GIVEAWAY :) Questa volta il libro in palio è gentilmente offerto dalla casa editrice Giunti Y ed è... copia arc (copertina morbida) Casa editrice: Giunti Y      Prezzo: 16,50  formato: 14,5 x 23 cm. pagine: 464 TRAMA:  Helen, timida adolescente di Nantucket, sta quasi per uccidere il ragazzo più attraente dell’isola, Lucas Delos, davanti a tutta la sua classe. L’episodio è qualcosa di più di un mero incidente. Helen inizia a temere per la sua salute mentale: ha incubi di notte e allucinazioni di giorno. Ogni volta che vede Lucas le appare la visione di tre donne che piangono lacrime di sangue. Il tentato omicidio porta Helen a scoprire che lei e Lucas non stanno facendo altro che interpretare i ruoli di un’antica tragedia d’amore. Le apparizioni femminili rappresentano infatti le tre Furie. Helen, come l’omonima Elena di Troia, è destinata a...

6 Dicembre: Natale con Franci "Giveaway"!!!!!!!!!!!!

Buon pomeriggio lettori :) Come va? Avete già fatto shopping natalizio? Oggi parte un nuovo giveaway che mette in palio una copia, gentilmente offerta dall'autrice Cristina Hueller, di "La bambola di pezza". Casa editrice: Youcanprint Pagine: 202 Prezzo: 12.00 TRAMA: Ramona è la protagonista di una storia drammatica che la costringerà ad affrontare la dura realtà della schiavitù, alla mercé di un boss senza scrupoli. Sarà costretta a vendere il proprio corpo in un paese straniero, strappata agli affetti più cari, lontana dalla Romania. La forte amicizia con Anica una compagna di sventura e le sue parole di conforto aiuteranno Ramona a non abbattersi mai, a continuare a sperare e a sognare una possibile fuga. Leggendo, scenderete all'Inferno con lei, fino ai "gironi" più cupi e infuocati della malavita, scoprirete i misteri dell'inganno e della prostituzione e ascolterete una nuova verità: quella delle vittime. Una stori...

2 Dicembre: Natale con Franci "Giveaway!!!!"

Buongiorno lettori, siete di buon umore o avete la luna storta? Nel secondo caso spero di riuscire a farvi tornare il sorriso con un bel... GIVEAWAY!!!!    Infatti oggi parte il primo regalo che voglio farvi, mettendo in palio una copia, gentilmente offerta dalla casa editrice Giunti Y, che è mitica, di... Autrice: Kiersten White Casa editrice: Giunti Y Pagine:240 Prezzo: 14.50 Trama: Evie sogna una vita normale, ma quando a sedici anni si ha il dono di vedere i mostri e si è un'agente del Centro Internazionale del Contenimento del Paranormale anche la ricerca della normalità può essere un'avventura. Se poi ci si mette una sirena come amica del cuore, una fata dei boschi maschio come ex e una cotta per un aitante mutaforma, la missione diventa quasi impossibile... Ma fra mille avventure, e qualche momento di romanticismo, dopo aver sconfitto un'oscura profezia delle fate, aver salvato il mondo del paranormale e aver fatto i cont...