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La mia opinione su "Bunny" di Mona Awad

Bunny - Mona Awad - copertina 
Titolo: "Bunny"
Autrice: Mona Awad
Casa editrice: Fandango
Pagine: 352
Prezzo: 18,50
TRAMA
Tra satira, horror e favola, con una lingua eccentrica, misteriosa e spettrale, Bunny riesce nell’impresa di intrattenere, smontare a colpi di risate il mondo dei college americani e raccontare l’incredibile e spesso sconcertante complessità dell’essere donna. Impossibile farne a meno.
Samantha Heather Mackey è un’assoluta outsider alla Warren University dove frequenta un corso iperselettivo di scrittura creativa. La fantasia di Samantha è molto più cupa di quella della maggior parte degli studenti del suo anno, tanto più quando si tratta del gruppetto di ragazze ricche e vestite di colori pastello che incontra sempre a lezione. Tra loro si chiamano Bunny, “coniglietta”, e passano il tempo a mangiare mini cupcake, a dirsi l’un l’altra quanto siano straordinarie e a darsi abbracci di gruppo: sembrano la reincarnazione zuccherosa di Piccole donne e ignorano strenuamente Samantha. Ma tutto sembra cambiare quando un giorno la protagonista riceve l’invito a un loro riservatissimo party e decide di andare piantando in asso Ava, una caustica ex studentessa d’arte che detesta tutto quello che riguarda la Warren e che è anche la sua unica amica. Da quando si sono conosciute, loro due hanno passato ogni singolo giorno insieme, partecipando come coppia al corso di tango e ballando sul tetto della casa di Ava. Ma quando Samantha varcherà la soglia che conduce al mondo Bunny, tutto prenderà una piega imprevista e la protagonista verrà a conoscenza dei “rituali” che trasformano delle placide studentesse in creature mostruose. 

LA MIA OPINIONE
Leggere Bunny è un continuo pensare: ma cosa sto leggendo?
E' come seguire il Bianconiglio solo che in questo caso è rosa confetto e ti porterà alla sua tana incantandoti con una scia dolce che sa di cupcake e una volta entrato nel suo mondo ti sembrerà di aver mangiato un fungo allucinogeno. 
Bunny è il primo libro della collana weird young di Fandango, storie strane e visionarie che non mi era mai capitato di leggere per cui perché non provare? 
Beh... non pensavo di ritrovarmi davanti qualcosa di così tanto strano!
Samantha ha 25 anni, anche se a volte ho pensato che ne avesse molti meno, e studia alla Warren dove si dice che ogni tanto qualche studente venga decapitato e la violenza sia sempre dietro l'angolo. Sam non ha più la madre e il padre è nascosto da qualche parte per sfuggire ai creditori ma per fortuna per sopravvivere in questo ambiente può contare sulla sua unica amica Ava che odia tutto della Warren, si veste di nero, porta sempre la veletta e dei guanti a rete. Con lei può dimenticare il suo blocco creativo ballando ore insieme a lei sul tetto della sua casa e parlando male delle Bunny, quattro studentesse ricche e affascinanti apparentemente perfette sotto tutti i punti di vista che si vestono con colori pastello, si cibano di mini dolci e che seguono un corso di scrittura creativa con lei. Passano le giornate a farsi complimenti a vicenda, a dirsi quanto si vogliono bene, a stritolarsi di abbracci quasi volessero diventare un'unica Bunny. A ognuna di loro Samantha ha dato un soprannome che le descrive perfettamente: Cupcake, Creepy Doll, Vignette e Duchessa.
In realtà Samantha ha nei loro confronti un rapporto di odio/amore e quando a una festa improvvisamente le Bunny si accorgono di lei, vedono un potenziale che potrebbero portare alla luce e la invitano con un messaggino all'esclusivo Smut Salon decide di andare. Si ritroverà nella loro tana accogliente dove cupcake e bibite colorate l'aspettano ma a parte queste cose prevedibili Sam non potrà proprio immaginare invece in quale faccenda si ritroverà coinvolta.
Lo stile dell'autrice mi è piaciuto molto, mi è sembrato un continuo esercizio di scrittura creativa, metaforico, ricercato, cupo, visionario ma questo stile per me è stato allo stesso tempo anche il contro di questa storia perché sommerge completamente tutto il resto. 
La continua concentrazione che mi è servita per seguire i passaggi, per capire cosa stava succedendo, chi stava parlando tra le Bunny, se la scena era nella testa della protagonista o no mi ha fatta rimanere distaccata dalla storia e dai personaggi. Non riuscivo a mettere a fuoco le Bunny e soprattutto nella seconda parte - il libro è diviso in tre parti - non capivo chi di loro stesse parlando. I personaggi secondari non sono meno strani degli altri, soprattutto la prof del corso di scrittura che sembra una quinta Bunny per i ragionamenti e le affermazioni a volte completamente sbagliate e pericolose e proprio per questo penso che questo libro non sia adatto per i giovanissimi che magari potrebbero pensare che alcune azioni siano giuste solo perché convalidate da una figura adulta mentre l'altro personaggio, uno studente complicato mi è risultato criptico per tutto il tempo e per questo poco interessante.
Parlando di Samantha è un personaggio in cui possiamo immedesimarci facilmente, una ragazza che ha bisogno di sentirsi amata, che si preoccupa del giudizio altrui e che nelle Bunny, le ragazze popolari e stimate vede la probabile soluzione ma non è tutto oro ciò che luccica e solo toccando con mano Sam capisce cosa conta davvero e... a quanti di noi non è successo di incappare in delle Bunny? ma nonostante ciò non sono riuscita ad affezionarmi a lei proprio perché questo stile non me l'ha permesso.  L'unica che mi è risultata vagamente interessante è Ava dalla personalità opposta a Samantha.
E' una storia a tinte horror e paranormal che racconta la ricerca della propria identità che si raggiunge  anche sbagliando strada, compiendo errori e su quanto possa essere potente l'immaginazione. 
Sicuramente proverò a leggere altro di questo tipo per capire se è proprio lo weird che non fa per me o se dipende dalla trama.


L'AUTRICE  
Mona Awad è nata a Montréal e vive negli Stati Uniti dal 2003. Laureata alla York University di Toronto, il suo romanzo di debutto, 13 modi di vedere una ragazza grassa (Bompiani), ha vinto l’Amazon Best First Novel Award 2016, il Colorado Book Award ed è stato selezionato per il premio Scotiabank Giller Prize. Scritti di Mona Awad sono stati pubblicati su TIME Magazine, McSweeney’s, VICE e LA Review of Books. Ha conseguito un Master in fiction presso la Brown University, dove ha vinto i Premi Feldman e John Hawkes in Fiction.






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