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La mia opinione su "Il libro dei Baltimore" di Joel Dicker

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Titolo: "Il libro dei Baltimore"
Autore: Joel Dicker
Casa editrice: La nave di Teseo
Pagine: 592
Prezzo: 22,00

TRAMA

Sino al giorno della Tragedia, c’erano due famiglie Goldman. I Goldman di Baltimore e i Goldman di Montclair. Di quest’ultimo ramo fa parte Marcus Goldman, il protagonista di La verità sul caso Harry Quebert.  

I Goldman di Montclair, New Jersey, sono una famiglia della classe media e abitano in un piccolo appartamento. I Goldman di Baltimore, invece, sono una famiglia ricca e vivono in una bellissima casa nel quartiere residenziale di Oak Park. A loro, alla loro prosperità, alla loro felicità, Marcus ha guardato con ammirazione sin da piccolo, quando lui e i suoi cugini, Hillel e Woody, amavano di uno stesso e intenso amore Alexandra. Otto anni dopo una misteriosa tragedia, Marcus decide di raccontare la storia della sua famiglia: torna con la memoria alla vita e al destino dei Goldman di Baltimore, alle vacanze in Florida e negli Hamptons, ai gloriosi anni di scuola. Ma c’è qualcosa, nella sua ricostruzione, che gli sfugge. Vede scorrere gli anni, scolorire la patina scintillante dei Baltimore, incrinarsi l’amicizia che sembrava eterna con Woody, Hillel e Alexandra. Fino al giorno della Tragedia. E da quel giorno Marcus è ossessionato da una domanda: cosa è veramente accaduto ai Goldman di Baltimore? Qual è il loro inconfessabile segreto? 

LA MIA OPINIONE

Ritroviamo Marcus Goldman alle prese con il suo nuovo libro. Ha preso una casa lontano dal caos e aspettando l'ispirazione si mantiene in forma e gioca a scacchi con l'anziano Leo, il vicino, anche lui alle prese con una storia che però non vede mai luce. 
L'arrivo improvviso di un cane davanti all'abitazione di Marcus lo porterà a ritrovare Alexandra, l'amore della sua vita, con cui aveva rotto dopo la Tragedia. 
Se nel primo libro Marcus cercava di mettere insieme i tasselli per arrivare a scoprire la verità sulla morte della giovane Nola in questo ripercorrerà la vita dei Goldman, in particolare del ramo dei Baltimore di cui facevano parte i suoi cugini Hillel e Woody per cercare di trovare risposta a interrogativi che riguardano la Tragedia e verità mai dette.
 
Questa volta l'autore non è riuscito a fare presa su di me completamente perché nonostante sia bravissimo a riempire la storia di domande che aumentano la curiosità e portano a continuare la lettura non è riuscito a mantenere sempre alta la mia concentrazione che anzi è stata altalenante per tutto il libro. Quando il protagonista tornava con la mente alla sua infanzia raccontando come si sentiva rispetto ai Baltimore o parlava della vita dei suoi cugini e zii rimanevo completamente affascinata e alcune cose mi toccavano anche personalmente, tipo quando Marcus parlava dei suoi nonni che sembravano trovare formidabile solo tutto ciò che riguardava i Baltimore rivedevo me quando i miei nonni paterni elogiavano mio zio per ogni cosa, la fidanzata, la casa, la macchina mentre la mia famiglia non era mai abbastanza e ogni cosa aveva un difetto. Questo mi faceva entrare in empatia con il piccolo Marcus ma poi quando ritornava al presente i fatti non erano altrettanto interessanti quindi è stata per me una lettura up e down.
I fatti sono davvero tanti e il continuo passaggio da presente a passato non mi ha sempre aiutato a tenere il punto sulla faccenda ma nonostante questo l'autore ha costruito di nuovo una storia piena di colpi di scena, segreti, rivalità a volte anche inaspettate e situazioni che non sono come appaiono.
Ho amato la storia dei primi anni di Hillel, la sua intelligenza e audacia che cozzavano con il suo corpo fragile portandolo ad essere oggetto di bullismo e di come Woody, il suo opposto, la sua ombra, la sua corazza, il suo scudo diventava un membro dei Goldman di Baltimore; il legame tra cugini e la loro voglia di stare sempre insieme; la tenerezza dei Montclair, i genitori di Marcus che sembravano sempre in secondo piano per lui, quasi comparse nella storia; Woody e il suo senso di protezione che lo coinvolgerà in una storia di violenza domestica.  Non si può dire ecco che non si rimanga coinvolti emotivamente!
L'unico personaggio che proprio mi è rimasto indifferente è stato Alexandra, nonostante abbia un certo peso nella vita della Gang dei Goldman per me se ci fosse stata o no sarebbe stato uguale. Non l'ho trovata interessante come non ho trovato interessante la sua storia personale e forse per questo non mi hanno coinvolto i momenti del presente, la parte debole di questo romanzo che altrimenti per tematiche, emozioni e stile asciutto sarebbe stato sicuramente all'altezza della prima opera.

/5
 
L'AUTORE
Joël Dicker è nato a Ginevra nel 1985. Ha pubblicato La verità sul caso Harry Quebert (2013), Gli ultimi giorni dei nostri padri (2015), Il libro dei Baltimore (2016) e La scomparsa di Stephanie Mailer (2018). Ha ricevuto il Prix des écrivains genevois nel 2010, il Grand Prix du roman de l’Académie Française 2012 e il Prix Goncourt des lycéens 2012 


 

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