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Recensione "Quando il diavolo mi ha preso per mano" di April Genevieve Tucholke


Titolo: "Quando il diavolo mi ha preso per mano"
Autrice: April Genevieve Tucholke
Casa editrice: Piemme
Collana: Freeway
Pagine: 276
Prezzo: 16.00
TRAMA
Nel paesino di mare dove abita Violet non succede mai niente… fino a quando River non affitta la casetta dietro la sua e incominciano a verificarsi eventi inquietanti: i bambini scompaiono, gli adulti hanno strane visioni e diventano inspiegabilmente violenti. Tutto mentre Violet è sempre più attratta da quel ragazzo misterioso che ormai entra indisturbato in casa sua. Ma River è soltanto un bugiardo dal sorriso irresistibile e il passato misterioso o dietro i suoi occhi ipnotici si nasconde qualcos’altro? La nonna di Violet l’aveva messa in guardia dai giochi che sa fare il Diavolo, ma lei non aveva mai pensato che il male potesse nascondersi in un ragazzo dai capelli scuri che si appisola in giardino, adora il caffè e ti fa tremare di passione…

RECENSIONE 
Brevi  momenti d'inquietudine che esploderanno verso la fine del romanzo, dove la situazione precipiterà portando sull'orlo della tomba i protagonisti.
Gli elementi per una storia inquietante ci sono tutti: una casa fatiscente, apparizioni paranormali, sangue, elementi che ricordano Shining, discorsi dove il diavolo è spesso presente, anche semplicemente nei modi di dire, ma non si riesce, almeno nella prima parte, a entrare in questo stato d'animo perché le scene più angoscianti durano un battito di ciglia, ed è solo nella seconda parte che grazie all'arrivo di nuovi personaggi ed eventi senza controllo che la vicenda comincia a decollare, diventando molto più interessante, portando il lettore a un pieno coinvolgimento, ad amare o odiare i personaggi, e a preoccuparsi per loro.
River l'avrei preso a schiaffi per la maggior parte del tempo, per il suo atteggiamento arrogante e menefreghista e anche Violet a volte mi ha dato sui nervi, perché non capivo come l'amore potesse passare sopra a degli avvenimenti così orrendi, ma per tutti questi comportamenti ci sono delle spiegazioni per fortuna e così dall'odio sono passata invece a provare affetto per loro, anche se nei confronti di River ho ancora qualche dubbio.
Oltre alla vicenda più dark, ci troviamo di fronte anche all'amore, dimostrato in tanti modi diversi: da quello dimostrato da River, a quello di Luke per sua sorella Violet, a quello fraterno, e infine l'amore provato da Violet e Luke per i nonni ormai scomparsi, più palese per la prima, che non riesce a lasciare andare la nonna, restando attaccata a lei e al passato.
Mi è piaciuto il linguaggio usato per le descrizioni e per i momenti più romantici e in generale mi è piaciuto questo romanzo che si concluderà con il seguito, che spero arriverà presto... avrei solo voluto scene inquietanti più lunghe.
Come sempre la casa editrice è stata attenta a ogni aspetto del libro -anche se stavolta ha commesso un piccolo errore in una scena- e sono felice che abbia mantenuto la cover originale.
Un horror soft all'inizio e più forte verso la fine.

L'AUTRICE
April Genevieve Tucholke va pazza per i vecchi film, i cattivoni dai capelli rossi, le cucine enormi, e adora discutere di omicidi a cena. Vive con il marito in Oregon, ai confini con la foresta. Questo è il suo primo romanzo.

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