Buongiorno carissimi,
oggi essendo il primo Lunedì del mese torna la nostra rubrica, e la parola stavolta va a Fede.
Potete leggere questo articolo anche sui blog: Miki in the Pinkland, Stasera cucino io, Books Land e Un libro per amico.
È stato difficile, ma allo
stesso tempo semplice scegliere di chi parlarvi.
Difficile perché mille idee si
affollavano nella mia mente, tutte belle, tutte valide.
Facile perché gira e rigira
tornavo sempre allo stesso pensiero.
Personalmente ho sentito la notizia ben
più tardi di quando è accaduto il tutto (due settimane
o forse più), ma da allora continua a tornarmi in mente.
Lo scorso 14 Aprile più di 200
studentesse Nigeriane sono uscite per andare a scuola, e non hanno
più fatto ritorno alle loro case.
A rivendicarne il rapimento è
stato un gruppo di guerriglieri, che cercano di giustificare la loro
distorta visione del mondo mascherandosi dietro la religione. Quella
islamica.
Il gruppo estremista Boko Haram
(traducibile in maniera approssimativa con: l’educazione
occidentale è sacrilega),
si è infatti “preso il merito” di tale azione in un video,
nel quale si spiega che le ragazze, colpevoli di essere cristiane
oltre che studentesse (ovviamente il gruppo terroristico sostiene che
le donne debbano essere completamente analfabete), saranno convertite
a forza, vendute come schiave e costrette a sposarsi.
Dopo
la diffusione di questo video, lo scontento per come il governo
nigeriano stava gestendo le cose è cresciuto in maniera
esponenziale.
Un
gruppo di donne, madri delle ragazze, ma anche solo donne solidali
con loro, ha cominciato a protestare, organizzando anche una marcia
di protesta, proprio per chiedere al Presidente nigeriano un maggiore
impegno nella ricerca e liberazione delle ragazze.
In
seguito a queste proteste, alcune delle organizzatrici sono state
arrestate, colpevoli, secondo la first lady nigeriana Patience
Jonathan, di voler solo infangare la reputazione del marito.
Arrivando perfino a sostenere che le donne si fossero inventate
tutto.
Non
so voi ma questa cosa mi fa accapponare la pelle, non posso non
chiedermi come una donna (ma anche un uomo) possa fare certe
dichiarazioni, come sia possibile estraniarsi fino a questo punto dal
dolore altrui, come fare a non sentirsi coinvolti in questo dramma?
A
tutt'oggi (o per lo meno nel momento in cui sto scrivendo, magari
quando cui pubblicheremo l'articolo le cose saranno cambiate) non si
sa dove siano finite queste ragazze.
C'è
chi sostiene che siano state allontanate dal paese e vendute come
schiave all'estero, ma purtroppo nessuna certezza.
Nel
frattempo però, giusto un paio di settimane fa, altre 60
ragazze sono state rapite nel nord del paese.
Altre
vittime che vanno ad ingrossare il numero di tutti quelli che
soffrono a causa di delinquenti che si nascondono dietro la
religione, ma che di religioso hanno ben poco.
Nella
speranza che presto si trovi una soluzione, è partita una
protesta che grazie ad internet e ai social network sta facendo il
giro del mondo.

In
molti vi hanno aderito, e anche noi vogliamo farlo.

Sono indignata di fronte a questa ennesima vicenda, che ancora una volta vede coinvolte le donne. Quando cominceremo ad essere rispettate??
Al prossimo mese,
Franci, Monica, Miki, Fede e Daniela.
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